Airbus: primo aereo ad idrogeno entro il 2035

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Mentre il trasporto aereo sta attraversando la peggiore crisi della sua storia, l’innovazione va avanti e investe in progetti green e a ridotte emissioni di Co2. La compagnia olandese KLM insieme a Delft University of Technology (DUT) e in collaborazione di Airbus ha presentato il prototipo dell’aereo a idrogeno di nuova generazione, il Flying-V in grado di trasportare fino a 360 passeggeri risparmiando il 20% del carburante: il primo volo è stato effettuato lo scorso luglio in Germania su un prototipo di tre metri, un successo per i ricercatori convinti che il velivolo apporterà «un cambiamento rivoluzionario nel settore dell'aviazione civile».

Il primo aereo ad idrogeno nel 2035

Da Tolosa, Airbus ha svelato i suoi primi modelli di velivoli ad emissioni zero: il primo aeromobile commerciale al mondo ad idrogeno potrebbe entrare in servizio entro il 2035 ed entro quella data puntare sulla neutralità climatica dell'intera industria aeronautica.

I progetti includono un velivolo turbofan (da 120-200 passeggeri) - simile a un A321neo a fusoliera stretta - con un'autonomia di oltre 2mila miglia nautiche, destinato per il lungo raggio e alimentato a idrogeno, anziché a jet fuel. Il secondo progetto è un aereo a elica con la capacità di 100 passeggeri per il medio e corto raggio e l’ultimo un “blended-wing body” da 200 posti. Airbus punta entro il 2035 al lancio del il primo jet commerciale a emissioni zero.

A fare pressione sul costruttore europeo sono i governi francese e tedesco, principali azionisti di Airbus, alla ricerca di soluzioni ambientali dopo che si sono impegnati a sostenere le principali compagnie aeree in cambio di progetti a risparmio energetico. «L’uso dell'idrogeno come fonte energetica per gli aerei commerciali sarà in grado di ridurre in modo significativo le emissioni nel trasporto aereo”, ha affermato l'amministratore delegato di Airbus, Guillaume Faury.

L’aereo a idrogeno ed emissioni zero

L’aereo di nuova generazione pronto nel 2040

L’aereo di nuova generazione di Klm, il Flying-V, è un velivolo con le due ali che si aprono a V e che attraverso un miglioramento dell’aerodinamica e del peso del velivolo potrebbe consentire un risparmio del 20% nel consumo di carburante rispetto agli attuali aerei a lungo raggio. Non si esclude in futuro l’utilizzo dell’energia a idrogeno, mentre difficilmente potrebbe essere convertito in aereo elettrico.

Oltre ai vantaggi ambientali, i 360 passeggeri che Flying V prevede di trasportare, potranno sedersi su sedili posti in file sfalsate evitando di condividere i braccioli con i vicini, che in tempo di distanziamento sociale potrebbe rivelarsi una soluzione utile.

Il volo di prova doveva dimostrare che il prototipo poteva decollare e atterrare in sicurezza. Il team è stato in grado di raccogliere una grande quantità di dati di volo per i futuri adattamenti che potrebbero essere necessari per preparare l’aereo per nuovi test di volo prima di entrare in produzione entro il 2040.

Il trasporto aereo non si riprenderà prima del 2024

C’è da chiedersi se questo rivoluzionario velivolo si adatterà al mondo post-Covid: oggi le compagnie aeree hanno ridotto i voli a lungo raggio, in particolare verso gli Stati Uniti ancora chiusi al traffico aereo dall’Europa, e utilizzano aerei di dimensioni ridotte per il numero limitato di passeggeri: la scorsa estate soltanto il 50% dei collegamenti è stato ripristinato rispetto all’anno precedente. Il settore non prevede di tornare alla normalità prima del 2024: in una intervista il direttore di Air France-KLM, Ben Smith ha detto con gli aiuti concessi il gruppo potrà resistere per meno di 12 mesi. Questo momento di pausa servirà anche per riflettere e tornare a volare su aerei meno inquinanti e più efficienti.

Fonte: IlSole24Ore